In ricordo di Stefano

Caro Ste,
questo e’ un piccolo tributo da parte dei tantissimi amici e colleghi che ti hanno conosciuto e amato e che ti porteranno sempre nel loro cuore. Ci hai lasciato tanto, la tua passione, il tuo entusiasmo, la tua amicizia, il tuo esempio, nel lavoro e nella vita: grazie di tutto questo.

Per tutti gli amici di Stefano: potete scrivere e anche inserire una foto, se lo desiderate, senza dimenticare di firmarvi.

29 thoughts on “In ricordo di Stefano

  1. Caro Stefano, il 30 luglio 2015 ci hai lasciato per sempre. Eri una persona straordinaria e noi abbiamo avuto il privilegio di averti come amico e come collega. Un amico sempre presente, solare, positivo, un punto di riferimento: un amico vero, come pochi. Trascinavi tutti con la tua esuberanza, il tuo entusiasmo, il tuo carisma.

    Un collega eccezionale, un esperto unico in campo meteomarino, autore di due libri e meteorologo FIV, conosciuto e apprezzato a livello nazionale e internazionale, un prezioso riferimento per tutti. Soprattutto un grande appassionato, della meteorologia e della vita, che una depressione terribile ci ha portato via.

    Siamo sconvolti da questa perdita insanabile, perche’ abbiamo vissuto con te un’esperienza per alcuni quasi ventennale.
    Ti dedichiamo questo sito condividendolo con chi ti ha conosciuto e quindi amato.
    Gli amici e colleghi del Centro Funzionale ARPAL

  2. Conobbi personalmente Stefano diversi anni fa, in occasione di una serie di eventi congressuali. Da allora, in qualche modo, eravamo rimasti in contatto a distanza, tramite email o con i social network. Nulla di approfondito, chiaramente. Ma sufficiente per lasciarmi sbigottito, dopo aver appreso la triste notizia. Ho sempre considerato Stefano persona tanto seria e preparata nel lavoro quanto amabile e coinvolgente nei rapporti personali lavorativi ed extralavorativi. La tipica persona che vorresti avere come collega e amico. E, del resto, ai traguardi lavorativi da lui raggiunti non vi si arriva per caso. Ho il rammarico – sincero – di non aver avuto l’occasione di approfondirne maggiormente la conoscenza, in quanto lo stimavo moltissimo (e non nel senso fantozziano dell’espressione).
    Confido che, lassù dove si trova adesso, ci siano meno beghe e rogne di quante ce ne sono sulla Terra, che il tempo sia più facile da prevedere che in Liguria, e che non ci siano gli italiani a organizzare il servizio meteorologico paradisiaco. O quanto meno, non gli stessi che ci sono quaggiù…
    Un abbraccio, Stefano.

  3. Conoscevo Stefano da molti anni, quasi dall’inizio della sua carriera lavorativa. Anche se i rapporti sono stati sempre professionali, nelle occasioni di incontro e lavoro comune l’intesa è sempre stata facile e immediata. Entusiasta, appassionato, rapido a cogliere e percepire le situazioni, pratico e concreto quanto basta, sempre puntato all’obiettivo, divertente, veloce, naturalmente molto preparato. Mi piace ricordarlo con questo articolo fatto insieme sul Sole24h, montagna & mare.

  4. Caro Ste da quando ci hai lasciato non faccio altro che ripensare a tutti i momenti vissuti insieme. Sei stato il perno della mia “cumpa”. Ricordo le cene, i balli, le risate, le gite ed ora mi manchi tantissimo. Sebbene negli ultimi anni ci siamo frequentati meno assiduamente, sei sempre stato presente ed ora sento un grande vuoto. Alcuni giorni fa, sfogliando le foto sul telefono, ho trovato quella che allego. Non l’ho scattata io, chi l’ha fatto mi perdonerà, ma mi ha colpito:
    so che sei lassù spero tu abbia trovato finalmente quello che cercavi…
    un abbraccio forte forte, ti porterò sempre nel mio cuore, Alessandra

  5. Ti ho incontrato tardi ma ho scoperto una persona meravigliosa, disponibile con tutti e sempre con il sorriso sulle labbra.
    Ho tanti ricordi che porterò sempre con me.
    Sono stato fortunato nel aver conosciuto una persona come te.
    Mi hai lasciato un vuoto dentro ma mi hai arricchito l’anima.
    Ciao, amico mio.
    Alberto

  6. Conoscevo Stefano da oltre 15 anni. Oltre all’attività previsionale operativa, ci accomunava l’approfondimento delle tematiche di meteorologia da satellite. Ebbi occasione di lavorare a stretto contatto con lui durante le fasi del progetto WERMED, in particolare quando facevamo le previsioni meteomarine “weather-routing” lungo le rotte Genova – Porto Torres e Genova – Tunisi. Ricordo che nel lavoro non risparmiava energie e vi si dedicava con entusiasmo, passione e notevole professionalità. Negli incontri al di fuori dell’orario lavorativo era l’animatore della compagnia con il suo umorismo e la sua giovialità.

  7. Ho conosciuto Stefano all’Università, quindi una ventina di anni fa, e da allora siamo sempre rimasti in contatto grazie ad un’amicizia che è andata oltre lo studio. D’altra parte Stefano oltre ad essere molto brillante come studente e come ricercatore, aveva un buon carattere, era una persona molto simpatica ed espansiva per cui era molto facile diventargli amico. Avevamo in comune la passione per la divulgazione scientifica, avevamo acquisito una certa esperienza nei settori di nostra competenza così nel 2011 abbiamo iniziato a lavorare assieme ad un bel progetto: scrivere a quattro mani un libro di meteorologia per bambini, dove i fenomeni venivano spiegati attraverso dei personaggi in stile fumettistico. Avevamo già preso contatti con i disegnatori (e realizzato alcune schede) e con l’editore. Da lì a poco però la mia situazione familiare si fece più difficile e non riuscendo più a stare sul pezzo lasciammo il progetto nel cassetto, in attesa di tempi migliori, lontano da tempeste. Allora voglio chiudere questo breve saluto a Stefano con due immagini, una bozza da lui realizzata di una pagina del libro di cui parlavo e una dedica che mi ha scritto il 16 maggio 2015 quando sono andato alla presentazione del suo ultimo libro. Le parole sono ricche di sentimento, ha fatto cenno al nostro progetto nel cassetto e alle tempeste, che ho attraversato ma da cui sono uscito. Non sapevo che invece era lui ad esserci dentro, così tanto da non riuscire più ad uscirne. Ciao Ste.

  8. Ciao Stefano.
    abbiamo condiviso due passioni: le onde e la vela. La boa di capo Mele funziona e la seguo tutti i giorni con passione, è un a tua creatura e una mia spina nel fianco ma anche una delle mie passioni.
    Conservo gelosamente la copia del Meteo per la Vela, di cui ti curai la parte relativa alle Onde dalle pagine del quale sorridevi con Valentin a Weimouth…
    I tuoi allievi dei corsi istruttori FIV (tra i quali mio figlio e la figlia del mio migliore amico) ancora non ci credono… Per Rio 2016 la F.I.V. tutta sente la tua mancanza ma con il tesoro dei tuoi consigli ce la faremo anche in tuo onore.
    Buon Vento
    Manlio
    P.S. questa foto è la squadra giovanile a Brest schierata in tuo onore e ricoro.

  9. Ho conosciuto Stefano vent’anni fa per ragioni di lavoro. Col tempo siamo diventati amici e abbiamo condiviso tente cose anche fuori della vita lavorativa.
    Come meteorologi ci siamo coinvolti a vicenda in tanti progetti ed attività di meteorologia marina dal 2005 a pochi mesi fa.
    La nostra più bella collaborazione è stata il Progetto WERMED, un progetto europeo sulla navigazione meteorologica (lo weather-routing) che ha coinvolto anche due compagnie di navigazione, l’italiana Grandi Navi Veloci e la greca Minoan Lines. Queste due compagnie si sono lasciate “catturare” da noi, in particolare dall’entusiasmo di Stefano, e per più di un anno le loro navi hanno realmente usato il nostro prototipo di weather-routing.
    In quel progetto Stefano è stato il mio più fidato collaboratore e assieme abbiamo viaggiato sul mare, un po’ per davvero e molto colla fantasia. Senza di lui e la sua passione per la meteorologia marina, quel progetto non avrebbe mai raggiunto quei bei risultati.
    In questa foto del 2006, si vede Stefano che discute del bollettino sperimentale di WERMED col comandante d’armamento di Grandi Navi veloci (Renato Giannantonio) e col comandante di una nave del gruppo.

  10. Caro Stefano,

    non posso non ricordare con grande nostalgia che tu sei stato la mia prima cavia della mia carriera universitaria che mi vide, assieme a Corrado Ratto, coinvolto nella meravigliosa avventura della tua tesi di Laurea.

    Ricordo le ore passate davanti al terminale (la mitica alpha station ENCLIA), fianco a fianco, nel tentativo di fare quadrare quei conti che all’inizio proprio non volevano saperne di tornare. Era una lotta contro il tempo e tutto
    sembrava perduto quando ad uno di noi (forse te, forse Corrado, forse
    il sottoscritto, non lo ricordo proprio) venne in mente la geniale idea che denominammo “metodo della rising orography”. Con un trucchetto semplice
    ma geniale tutti i tasselli scombinati tornarono al loro posto e finalmente la
    tesi poteva essere chiusa con successo. Confesso che fu un gran sollievo anche per me che cominciavo a preoccuparmi per la mancanza di vie di uscita! Fu ancora piu’ bello quando pubblicammo i risultati. Il nome del metodo era addirittura scritto nel titolo.

    Non posso neppure dimenticare quando ci rivedevamo, anche molti anni
    dopo la tua laurea, e menzionavamo con “complicita’ scientifica” la frase magica “raising orography” che per noi aveva voluto dire passione, dedizione e determinazione.

    Un grosso rimpianto mi rincorre oggi: non essermi accorto di quello
    che ti stava accadendo e che non traspariva con le risate e le battute
    che ci scambiavamo nelle purtroppo sempre piu’ rare occasioni di incontro.

    Ci manchi molto Stefano.

  11. Caro Stefano,
    ti ho conosciuto per lavoro e anche se non ci siamo frequentati molto, da quel poco, aldilà della tua bravura e professionalità, è subito emersa una bella persona … Il tuo sorriso esprimeva simpatia ed era contagioso… Così voglio ricordarti… Sorridente!! Un abbraccio, Sara Ratto

  12. Caro Stefano,
    ti ho conosciuto per la prima volta, mi sembra, durante la campagna del progetto MAP a Milano Linate, nel lontano ’99: alla sera, ci portavi tutti a quello che ho capito dopo chiamarsi l’happy hour, vicino al Duomo. Mi domandavo: cosa ci fa qui tutta questa gente… poi ho capito il tuo intento: instaurare rapporti umani e creare amicizia tra di noi in un momento di relax!
    In seguito ho avuto modo di apprezzare diverse volte il tuo entusiasmo e la tua intraprendenza, oltre che il tuo grande valore come meteorologo, appassionato e professionista. Vorrei ricordare soprattutto la bella avventura alle Olimpiadi di Weymouth, in cui eri riuscito a mettere assieme un’attività di tutto rispetto tecnico, facendo collaborare persone che altrimenti non si sarebbero incontrate.
    Da ultimo, ma non da meno, ho molto ammirato la tua opera riguardo alla sensibilizzazione nelle scuole rispetto ai rischi delle alluvioni, e in generale alle tue attività divulgative con i piccoli: sapevi che queste cose hanno un grandissimo valore.
    Un abbraccio
    Andrea

  13. “ciao Giannina”, la tua voce squillante mi risuona ancora, quando al mattino ci vediamo in ufficio, un caffè, due chiacchiere e poi… al lavoro. Grazie per quel pomeriggio sulla tua amata barchetta, per la gita ai forti: in men che non si dica tu riesci ad organizzare il gruppo di grandi e piccini che camminano lungo il sentiero, per i films e le mostre viste insieme, grazie per la tua disponibilità e per la tua amicizia. Abbiamo fatto un pò di cammino insieme, ora ti porto con me. Ti voglio bene, caro amico mio

  14. Ste,
    scrivere di te, della tua professionalità, amicizia e grandissima umanità è facile perché eri una persona formidabile. Basta dire la verità! Tuttavia, ora è difficilissimo.
    Io ti ricordo soprattutto per la tua curiosità e il tuo desiderio innato di imparare cose nuove in maniera umile e con grande volontà di metterti in gioco. Questa è una virtù rarissima in un mondo di signori “so tutto” e tu l’avevi, eccome se l’avevi! L’ultima cosa che ci ha visti interagire è stato il libro “Il meteo per la vela” di cui mi hai chiesto, anche qui con estrema umiltà, di revisionare la parte di “nubi”.
    Fammi ricordare il tuo sorriso contagioso, la tua allegria e la tua gentilezza che venivano “da dentro”, cioè da un rispetto profondo per le persone. Eri un uomo di grande valore e conoscerti è stato un vero privilegio. Esserti amico è stata una gioia che porterò sempre con me.
    Buon vento, Ste. Possa il Signore accoglierti con sé lassù, sopra le nubi.
    Vince

  15. Caro Stefano,
    per anni ci siamo incrociati in passato negli angusti locali del vecchio CMIRL all’Università e ho visto in te una persona cordiale e sorridente con cui ho sempre speso momenti sereni e piacevoli, sia al lavoro che nel tempo libero. Ci siamo rivisti dopo tanto tempo ad un convegno a Bologna, molto cambiati, ma sempre in piacevole sintonia, da vecchi amici.
    Voglio ricordarti così, come un vecchio amico che ho visto di rado ma che potrei ancora riabbracciare …
    Ciao, Stefano
    Massimo

  16. Ti ho conosciuto qualche anno fa per” lavoro” quando hai accettato, con il Tuo contagioso entusiasmo, di partecipare insieme a Davide ed Elisabetta al Corso di Meteorologia e climatologia presentando alcuni seminari: ed è stato un successo. Tutti hanno apprezzato la Tua competenza ma soprattutto la semplicità con cui hai “raccontato” la meteorologia e non solo…
    Chiacchierando con Te, poi, ho conosciuto la Tua passione per le onde e per il mare, per la vita all’aria aperta, per tutto quello che di bello c’è intorno a noi…
    Mi mancherai come Amico e come Collega, davvero…
    Buon vento Ste…
    Ciao Cappy

  17. I am blown away and devastated by this terrible news… Stefano was a man who contributed more than anybody else to my warm – bordering with love – attitude to Italy and Italian people in general. I will forever remember his generosity, eagerness to help, and sense of humor.

    Rest in peace, dear Stefano…

    Evgeni

  18. Caro Stefano,
    da quando ci siamo conosciuti ormai tanti anni fa, ai tempi della mia tesi di laurea presso l’allora CMIRL, sei sempre stato un punto di riferimento per l’entusiasmo che mettevi in ogni cosa e per la tua trascinante allegria.

    Mi resta il rammarico di averti frequentato meno di quanto avrei voluto e di non averti potuto aiutare. Avevamo in comune la passione per la meteorologia e per il mare e mi sarebbe piaciuto condividerle maggiormente e collaborare molto di più di quanto abbiamo fatto. Ogni incontro era un arricchimento professionale e l’occasione di ridere e scherzare insieme.

    Tra i tanti bei ricordi, mi viene in mente quando a un meeting di WERMED, se non sbaglio, avevi promesso di fare “the superbetter” per raggiungere gli obiettivi del progetto, ricorrendo alla tua solita esuberanza anche linguistica e strappando come sempre un sorriso a tutti i presenti. Ora questo grande impegno dovremo metterlo tutti noi per abituarci alla tua mancanza.

    Buon vento Ste, riposa in pace e guardaci da Lassù oltre le nubi.
    Fede

  19. Io e Marco abbiamo conosciuto Stefano tramite cari amici comuni, nel 1998. All’inizio era stata una conoscenza superficiale, ma poi la nostra stima per lui è cresciuta lentamente ma costantemente.
    Ricordo ad esempio di essere rimasta colpita dalla sua reazione sgomenta e molto lucida sulla vicenda del G8 a Genova, a una cena. E poi dalla sua allegria, la sua cordialità e il desiderio di unire e far stare insieme le persone, cosa non comune fra i liguri: sapeva accogliere e ascoltare gli altri e dietro la sua apparenza festaiola nascondeva la capacità di comprenderne i problemi più profondi con istintiva empatia.
    Man mano che lo conoscevamo meglio, abbiamo apprezzato la sua generosità e l’entusiasmo con cui affrontava ogni aspetto della sua ricca vita.
    Ma il ricordo che certamente io porterò con me è la sua rara sensibilità con i bambini, la pazienza infinita con cui li faceva divertire raccontando loro storie avvincenti e coinvolgendoli in mille scherzi alle cene, alle gite, alle feste. Sono contenta che Matilde lo abbia conosciuto, certamente lei e tanti altri bambini e ragazzi lo ricorderanno sempre con affetto.
    Tutti questi aspetti del suo carattere ci mancheranno molto.
    Ciao Stefano, siamo orgogliosi di essere stati amici di una persona intensa e complessa come solo le persone intelligenti e profondamente umane sanno essere.
    Monica, Marco e Matilde

  20. Caro Stefano,
    quando ho saputo che te ne eri andato, una fitta di dolore, la mente si è affollata di immagini passate. Pforzheim, beato tra le donne con me, Elisa, Emilia, Petra, a rallegrare serate uggiose. Genova, impagabile organizzatore del tempo libero dopo le lezioni di Evgeni. Rivivo la tua gaiezza, il tuo entusiasmo, il tuo umorismo, la tua acutezza scientifica rivelata con modestia, il tuo amore per il mare. Se mi avessero chiesto un’impressione su di te, avrei risposto: una persona su cui puoi contare. Pochissime le occasioni in cui ci siamo incontrati negli anni successivi. Ma l’impronta che hai lasciato dentro di me è viva e indelebile, la conserverò per sempre.
    Ciao, Stefano.

  21. Caro Stefano,
    Te ne sei andato soffrendo. E’ questo ha fatto la notizia della tua scomparsa ancora più terribile. Perché io ti conoscevo sempre sorridente ed entusiasta.
    Nel lontano 1995, appena arrivata all’Università di Genova, tu eri uno dei pochi che parlava con me in Inglese e che cercava di spiegarmi con umorismo il carattere dei genovesi e le abitudini della gente nei paesini lungo la costa. Come posso dimenticare le tue battute per la mia intenzione di imparare l’Italiano – Ti bastano 4 parole, mi dicevi, per cavartela in tutto il paese – dormire, mangiare, bere e ballare. Oppure quando mi spiegavi al ora di pranzo la costruzione della tonnara disegnando sulla lavagna e facendo uno spettacolo per capirci meglio. Più avanti con gli anni hai cominciato a usare spesso il Genovese con me – tra le prime parole “belin” e “Paciugo”. Tu mi hai fatto conoscere gli scorci più belli di Camogli, mostrandomi la tua passione per il mare e per la barca.

    Ho ammirato la tua mentalità aperta, la tua generosità e benevolenza. Non posso dimenticare il viaggio con te e Elisa nel 1997 a Pforzheim con la tua “Saxo”. Io non potevo attraversare la Svizzera senza visto, e cosi tu avevi proposto di fare un viaggio più lungo attraversando la Francia. Al ritorno, in piena notte e stanchi, tu ti fermasti vicino a Chamonix, perché eri entusiasta di godere lo spettacolo della cometa di Hale Bopp sullo sfondo del Monte Bianco. Io ti ho conosciuto così – sempre pronto ad aiutare e a guardare le cose positive della vita.

    Con il tempo le nostre strade professionali si sono divise. Ma nelle poche occasioni in cui ci siamo rincontrati ho visto la tua dedizione al lavoro: ti emozionavi parlando di satelliti, di burrasche, e anche della possibilità di divulgare la scienza nelle scuole. Ho capito che avevi successo perché facevi le cose con passione.

    Il tuo viaggio terrestre è finito. Ma tu sarai sempre con quelli che ti volevano bene, perché non ti dimenticheremo.Avrai sempre un posto speciale nel mio cuore. Sono stata fortunata di poterti conoscere, perché conoscendo te ho conosciuto anche l’Italia e mi sono affezionata agli Italiani.

    Emilia

  22. Caro Stefano, ti dedico questo sole che tramonta e sono sicura che anche te dal cielo lo vedi come vedi tutti noi che ti ricordiamo sempre con immenso affetto. Ciao un abbraccio grande grande amico mio!

  23. Caro Stefano, faccio ancora fatica a pensare che tu non sia più qui tra noi………ti ricorderò sempre per le bellissime vacanze trascorse insieme e per le tante risate e momenti di spensieratezza che ci hai regalato….
    Un abbraccio
    Marina

  24. Caro Stefano,
    mi sembra quasi di sentire la tua risata contagiosa, poi mi rendo conto che non potremo più ascoltarla e questo mi riempie di tristezza. Ci manchi.

  25. Quest’anno sta finendo e rimarrà segnato dal fatto che ti abbiamo perso. Noi tutti continueremo a vivere, perché bisogna sempre andare avanti. Certo è che questa vita si fa sempre più dura, specie se vengono a mancare persone come te. Gli antichi greci dicevano che ogni uomo una volta nella vita viene sfiorato da quel terribile pensiero. Ecco, che il tuo ricordo e il vuoto che ci hai lasciato, ci tenga lontano dal realizzarlo, se mai quel pensiero ci dovesse sfiorare.
    Con profondo affetto e stima.
    Ciao da Max

  26. Ti ricordo piccolissimo in braccio a tua madre, da ragazzino quando ti impegnavi al pianoforte, quando sciavi a Courmayeur e, mentre volavi
    a valle, ci gridavi ridendo, “toglietevi di mezzo voi, con i vostri gesti sconnessi” e ci lasciavi sulla pista felici della tua felicità.
    E poi tu arrivi dal mare con la canoa, io ti chiamo dalla finestra, rispondi al mio saluto con un cenno della mano e con un sorriso che illumina tutto il tuo volto.
    Poi ho seguito tramite tua madre, che è sempre stata una grande amica, i tuoi progressi, le tue affermazioni in campo professionale, la tua vita in generale.
    Ricordo quando hai presentato il libro “Wave Watching”. In quell’occasione mi hai scritto una dedica così bella che, quando “voglio darmi delle arie” la faccio sempre leggere.
    Tutti ti ricordano con ammirazione e affetto.
    Tu puoi affermare con orgoglio, copiando il titolo di un libro di Neruda, “confesso che ho vissuto”. Ciao

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